Antonio Careddu è un giovane di Luras appassionato di birra. La sua è una piccola produzione di circa un migliaio di litri all’anno che vengono consumati tra amici e familiari. Dopo sette anni dalla prima produzione, oggi lo troviamo appassionato ed impegnato nella fase dell’imbottigliamento…

Questo è il primo imbottigliamento del 2019?

<<No nel 2019 ci sono stati altri imbottigliamenti, diciamo che questa è una attività che svolgo praticamente durante tutto l’anno. Da dicembre fino a gennaio e febbraio mi dedico alle basse fermentazioni, alla birra a bassa fermentazione.>>

Per gentile concessione del Sig. Antonio Careddu

Cosa vuol dire bassa fermentazione?

<<Le basse fermentazioni dipendono dalle temperature, sono le birre fatte a temperature basse con lieviti che lavorano a bassa temperatura. Al contrario quelle ad alta fermentazione lavorano ad alta temperatura.>>

Quando hai avuto l’idea di iniziare con questo progetto di produzione?

<<Circa 6-7 anni fa ho fatto il primo esperimento con un kit. Mi era venuta la curiosità di sperimentare se si poteva fare la birra a casa. Da li c’ho preso gusto, io e Francesca la mia fidanzata sperimentando sperimentando ci siamo appassionati. Nel tempo siamo passati a diversi metodi, dal kit fino all’ All Grain che è il metodo originale. Con il metodo All Grain crei la birra dalle materie prime, da zero senza fare ricorso a preparati.>>

Sicuramente hai un’idea di sviluppo per questo progetto…

<<Mi piacerebbe creare un laboratorio serio, per l’esattezza un micro birrificio però per fare il micro birrificio mi servono delle attrezzature e molte cose che ancora non ho, spero un domani magari in un futuro non troppo lontano…>>

Fino ad ora come hai finanziato la tua attività?

<<Mi sono autofinanziato di tasca, ho utilizzato i soldi anziché per altri hobby, per questo.>>

Nella tua famiglia ci sono altre esperienze di produzione alimentare, birra… vino?

<<Mio nonno era un produttore di vino ma faceva vino per sé, per noi… per la famiglia..una curiosità è che io ho iniziato usando l’attrezzatura di mio nonno. I primi fermentatori da 50 litri erano quelli di vetro che utilizzava mio nonno, le sue damigiane.>>

Quale è stata la prima birra che hai prodotto?

<<È stata una Red bitter e quando lo prodotta ero molto contento. È quella che mi ha dato lo stimolo per andare avanti. La prima produzione è stata di circa 20 litri, la seconda volta ho prodotto circa 40 litri…il primo anno in tutto avrò fatto circa 50 o 60 litri di birra. Il secondo anno se non ricordo male avevo prodotto qualcosa come 400 litri, è stata una passione sempre crescente, una continua sperimentazione con lupoli diversi, metodi…>>

Quale è l’ostacolo più difficile che hai dovuto superare?

<<Ostacoli ce ne sono tanti quando uno inizia a fare la birra, il primo è trovare le informazioni serie quelle che possono servirti e davvero perché c’è molta diffidenza tra i birrai, ci sono segreti, mille segreti per produrre, ognuno ha i suoi piccoli segreti, dalla macinatura alla filtrazione alla fermentazione alle temperature…>>

Chi è il tuo principale competitor?

<<Se c’è una cosa che non deve esistere nella birra è proprio la concorrenza, le antipatie… non ci sono avversari ma solamente amici e collaboratori. E’ bello condividere i segreti con una persona che ha la tua stessa passione>>

Come pensi di far crescere questa attività?

<<Mi piacerebbe trovare un investitore che abbia i capitali necessari per poter andare avanti con questo progetto. Nel frattempo produco la birra per me e per i miei amici.>>

Quale è la birra che bevono di più, che piace di più?

<<Chiara e Diana, rispettivamente una Lager e la Pillsner fatte con luppoli tedeschi e cechi.>>